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Intervista a Claudio Gironacci, Seconda Tromba del Teatro San Carlo di Napoli

 

Salve Maestro Gironacci,

attualmente lei è la Seconda Tromba del Teatro di San Carlo di Napoli e anche uno dei più bravi insegnanti di tromba che abbiamo in Italia,

1. A che età ha iniziato a studiare e chi sono stati i suoi insegnanti?

Ho cominciato al’età di 11 anni e il mio primo maestro di conservatorio è stato Bruno Gonizzi 2° tromba dell’orchestra Di S. Cecilia e a lui devo tutto quello che sono riuscito a fare. Tra gli insegnanti piu importanti oltre a  Bruno Gonizzi, Vincent Cichowicz, Arnold Jacobs, Rex Martin, Vincent Penzarella, Lauri Frink, Vincenzo Camaglia, da ognuno di loro ho imparato molto. Ho fatto lezione anche  con William Vacchiano 1° tromba di Toscanini, fu una lezione in napoletano…era la mia prima volta a New York…credevo di essere a Napoli fu interessante mi raccontò un aneddoto della sua audizione con Toscanini, gli fece suonare il passo della cornetta della Mer di Debussy infinite volte e a differenza degli altri  non lo scrocco mai, fù  preso!  

 

2. Chi sono i trombettisti che più apprezza nel panorama mondiale? Si rifà a qualcuno di essi?

Maurice Andrè rimane il mio idolo, poi attualmente ritengo molto interessante Allen Vizzutti  ho avuto modo di conoscerlo e di ascoltarlo, oltre alle  qualità tecniche mi colpisce il suo modo di interpretare,  è uno dei pochi che non è in gara con il mondo, suona si diverte e fa divertire. C’è ne uno in particolare che mi piace ascoltare e che mi ha impressionato particolarmente in un concerto dal vivo con il quintetto:  Rolf Smeldig, la 1° tromba dell  Empire Brass. Il loro cd dedicato a L.Bernstein e G. Gershwin è fantastico spesso quando studio lo ascolto e il suono di Smeldwig mi affascina. Non mi fa lo stesso effetto quando lo ascolto come solista con piano o orchestra, penso sia dovuto al fatto che gli anglosassoni sono molto più piacevoli d’ascoltare quando suonano in gruppi  brass che da soli. Poi c’e’ Philip Smith lui mi piace anche da solo  mio idolo, ci suono spesso insieme, nel senso che metto il cd e gli vado dietro!

 

3. Cosa significa per lei fare la Seconda Tromba?

Affinchè tu possa fare il tuo lavoro ad un buon livello ci deve essere stima reciproca tra colleghi.

Mi ha confortato molto Penzarella quando mi disse: facevo la prima tromba al Metropolitan, si liberò il posto di 2° tromba alla New York Philharmonic e decisi di andare  immaginando che da 2° tromba avrei studiato meno,  ben presto realizzai il contrario.

Dico che è un lavoro molto diverso dalla prima Tromba, non si può definire più facile, perché hai una grande responsabilità per quello che riguarda la buona riuscita delle esecuzioni, certamente non hai la responsabilità del passo importante che la prima tromba ha, ma quella di creare un buon suono ed una buona intonazione si.

Per la 2° Tromba il riferimento principale oltre al direttore è la prima tromba, nella collaborazione  questo crea una sorta di dipendenza e di  sottomissione psicologica con il rischio di annullarsi  l’importante è esserne coscienti e riequilibrare questa situazione.

 

 4. Per essere una buona Seconda tromba, secondo lei che qualità bisogna avere? E cosa bisogna fare o non fare?

Una buona regola è quella di non   entrare in competizione con la prima tromba, se si ha questo tipo di esigenza è meglio provare ad andare a fare concorsi per prima tromba. Un'altra cosa importante avere il proprio radar acceso sulla campana della Prima Tromba solo cosi puoi andargli dietro con l’intonazione e con il suono senza stare ad analizzare  razionalmente se cala o cresce. Ascoltandolo, il tuo orecchio  lo identifica e si sintonizza automaticamente. L’articolazione, deve essere assolutamente la stessa. Il ruolo di seconda tromba è un ruolo altruistico e se non si ha questa qualità diventa complicato per tutti.

 

5. Sicuramente avrà avuto il piacere di suonare con tante prime trombe. Chi ricorda con più piacere e chi le ha dato di più sul profilo professionale e umano?

Professionalmente senza far torto a nessuno Vincenzo Camaglia è stato quello che mi ha impressionato più di tutti, ero molto giovane quando ho avuto il piacere di suonare con lui  e ho ancora un vivo ricordo  del suo suono. Ricordo con piacere le prime esperienze con Davide Simoncini, Andrea Dell’Ira eravamo tutti alle prime armi. Attualmente mi ritengo molto fortunato ho a che fare con 2 dei più bravi trombettisti italiani Giuseppe Cascone e Fabrizio Fabrizi sia sul lato professionale sia sul lato umano non potrei chiedere di più.

 

6. Ci descrive una sua giornata tipica di studio?

Non ho uno standard: ogni 3 o 4 giorni cambio routine, comincio  con l’anello o con il bocchino poi mi lascio guidare dall’istinto e faccio soprattutto quello che la mia mente ha voglia di fare, cerco il piacere dello studio, lo schema quotidiano sempre uguale per troppo tempo mi ferma l’immaginazione e il piacere dello studio e di conseguenza non è più produttivo.

 

7. Quando tempo passa a studiare tecnica? O preferisce dedicarsi più al discorso musicale?

 Passo giorni  che mi dedico esclusivamente ai libri tipo Concone , Peretti, Koprash, Fuss, Bousqet…. Vedo che senza fare tecnica funziona tutto lo stesso. Perciò mi son reso conto che quello che faccio di tecnica spesso è più per una sicurezza mentale. Poi ci sono dei  giorni in cui non sono proprio ispirato musicalmente e allora ne approfitto per fare solo tecnica.

 

8. Se un suo allievo ha problemi con le note acute, cosa gli consiglia di fare?

Cerco di correggere il concetto mentale della nota acuta cosi facendo cambia anche l’approccio fisico, e di conseguenza  il modo di soffiare nello strumento e cosi le note acute non diventano più acute ma il seguito delle altre.

 

9. Se invece lo avesse con lo staccato o legato?

Mi stai dicendo uno che sta proprio inguaiato, note acute no, legato no , staccato no….Be li ci sarebbe da ricominciare da capo ………..comincerei da un  idea corretta del suono!

 

10. Quanta importanza dà all’uso di apparecchi per la respirazione come ad esempio la piramide, la bag?

Questi oggetti sono ricreatori di abitudini, perciò vanno usati con il giusto concetto,  agiscono sul nostro inconscio che controlla i nostri movimenti incondizionati, nell’utilizzo applicandoci musica e ritmo ci aiutano a creare nuove e corrette abitudini. Non mi è ancora capitato di vedere qualcuno  che usandoli non abbia migliorato qualcosa.

 

11. Quale è il suo ideale di suono?

Phil Smith, Rolf Smeldwig,Vincent Penzarella.

 

12. Cosa fa per migliorarlo?

Li ascolto, e imito.

 

13. Se invece è un suo di un allievo ad avere un pessimo suono, cosa gli consiglia?

Di cantare una frase, e in genere chi non ha un bel suono canta anche con la voce senza espressione, la presa di coscienza di questa cosa migliora immediatamente la qualità. Poi ascoltare ed imitare  è la cosa più semplice che ci sia.

 

14. Studia col bocchino, anello ecc.? E come?

Più che studio ci suono cioè ci canto! Registro basso soprattutto perché li c’e’ minima resistenza.     Spesso l’anello è visto solo come un attrezzo per far sentire le labbra più frizzanti, ma in realtà c’è un motivo ben preciso nell’utilizzo dell’anello, come il bocchino, l’ utilizzo di questi aggeggi costringe la mente a cantare il suono, altrimenti non esce niente. Nella tromba i suoni sono già lì e se li pensi un quarto di tono sopra o sotto escono lo stesso, mentre con l’anello o il bocchino no, ed è li che la mente comincia a lavorare di più. Cerca il suono dove veramente è, per questo poi quando si prende lo strumento si ha la sensazione di averlo centrato.

 

15. Come affronta e prepara un programma da concorso?

Consiglio di arrivare a ripetere il progranna 2 volte al giorno ed una settimana prima cominciare a mollare fino ad arrivare ad una sola volta al giorno. Poi  prepararsi mentalmente è parte integrante della preparazione ad un concorso.

 

16. Quando partecipa ad un concorso quale è solitamente il suo stato d’animo?

Il peggiore che si possa immaginare, purtroppo ho sempre vissuto i concorsi come momenti angoscianti, bisognerebbe risalire alla mia infanzia per capirne il perchè, ma questo mi ha stimolato nella ricerca di riuscire a migliorarne l’approccio.

 

17. E se si tratta di un concerto, magari con un grande direttore e un programma difficile?

Sono sempre eternamente emozionato, da un lato mi fa soffrire ma dall’altro aiuta la mia concentrazione. Ho attraversato momenti in cui l’emozione è diventata paura, e solo grazie a delle tecniche di respirazione e di rilassamento sono riuscito a migliorare questa condizione.

 

18. C’è un concerto o brano lirico-sinfonico che le piace in particolar modo eseguire?

Il piacere di suonare qualcosa è legato molto alla facilità con cui lo suono.

Mi piace molto il concerto di Haydn per tromba e in orchestra Beethoven mi piace suonarlo, dà soddisfazione, è un tipo di musica che se arrivi bene  alla fine significa che sei tecnicamente a posto. Ultimamente  la Turandot mi ha divertito moltissimo.

 

19. E quale vi ha messo più in difficoltà?

Le difficoltà si celano sempre dove uno non pensa mai ci possano essere, ma in generale affronto sempre tutto con molta responsabilità e nonostante tutto o forse proprio per questo mi sembra sempre tutto difficile. È più un fatto di approccio mentale che di reale difficoltà.

 

20. Chi sono i suoi compositori preferiti?

 J. S. Bach, ma da quando sono in teatro non ho mai suonato niente di Bach…

Comunque  mi piacciono Compositori che fanno suonare gli ottoni, da Brahms a Beethoven da Mahler a Strauss fino a Verdi, Puccini,  Strawinsky ecc

 

21. Preferisce suonare la tromba in Sib o tromba in Do?

Suono soprattutto la sib ma non ho preferenze di tromba, dipende da quello che suono.

 

22. Nei momenti di crisi che penso ognuno di noi ha incontrato, quali sono per lei i metodi di “pronto soccorso”?

Tutte le volte che sono andato in pronto soccorso ho avuto bisogno sempre della stessa cosa, suono in testa più aria e tolotolotoloto………A.Jacobs! 

 

23. Cosa pensa della situazione attuale della musica in Italia?

E’ come chiedere: cosa ne pensa delle strade e del traffico a Napoli?

Ho studiato in America, Francia, Inghilterra con l’Erasmus sono andato in Olanda e Spagna non c’e’ il minimo paragone, siamo veramente messi male. Il problema penso  sia una questione di cultura, se andiamo a vedere il livello di cultura dei nostri rappresentanti politici e responsabili musicali ci rendiamo subito conto del perché. Spesso la speranza di rinascita è stata messa nelle mani di grandi nomi e tu speri che finalmente le cose cambino, e invece tutto come prima. Non ho mai sentito una proposta seria ai problemi dall’intellighenzia musicale italiana, sparano solo a zero, ma contributo idem: zero.

 

24. Cosa consiglia ad un ragazzo che oggi decide di intraprendere lo studio della tromba?

Di puntare subito in alto, andare subito dai migliori insegnanti, e di mettere in programma  un esperienza all’estero. Circondarsi di tutto quello che serve per diventare ottimi musicisti, ascoltare musica deve essere il pane quotidiano.. Poi, crederci fino in fondo perché solo chi ci crede al 100 %  può avere un risultato del 100%.

 

Gentile Maestro Gironacci, grazie mille per aver concesso questa intervista a Trombettisti.net.

Le auguro buona fortuna per tutto e arrivederci a presto!