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21 -December -2014 - 12:19
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Intervista a Giuseppe Cascone, Prima Tromba del Teatro di San Carlo di Napoli

 

Salve Maestro Cascone,

attualmente lei è la Prima Tromba del Teatro di San Carlo di Napoli, ma ha collaborato anche con il Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma.

1. Come ci si sente a fare la Prima Tromba in posti così importanti?

E’ molto bello suonare e fare musica in diverse Orchestre importanti, per me è sempre una grande occasione e allora mi sento benissimo e fortunatissimo di poter esprimere le mie emozioni in tanti Teatri Italiani.

2. Quando ha iniziato a suonare la tromba, pensava di arrivare così in alto?

Ho incominciato a suonare per gioco, invece strada facendo ho capito che la tromba era la cosa materiale più importante della mia vita, nella quale mi realizzavo ed allora ho deciso di studiare seriamente con tanta passione e voglia di far musica per me e per gli altri. Eccomi qui a studiare ancora ogni giorno per mantenermi in forma e se possibile migliorare ancora un po’.

3. A che età ha iniziato a studiare e chi sono stati i suoi insegnanti?

Ho iniziato a studiare la tromba all’età di sei anni in un corso di orientamento musicale a Pedalino (Ragusa) sotto la guida del maestro di banda Giuseppe Bellomo. A diciassette anni ho conseguito il diploma di tromba sotto la guida del maestro Giuseppe Pappalardo.

Ho anche studiato col maestro Mauro Maur (Prima tromba del Teatro dell’Opera di Roma) e col maestro Gioacchino Giuliano (Prima tromba del Teatro Massimo Bellini di Catania).

4. Chi sono i trombettisti che più apprezza nel panorama mondiale?

Si rifà a qualcuno di essi?

Il mio trombettista preferito è stato sempre il mitico, grande Maurice André, poi apprezzo tantissimo Wynton Marsalis, Hakan Hardenberger, Bud Herseth, Philip Smith.

Nel mio studio quotidiano ho sempre avuto in mente il bel suono, la morbidezza, il fraseggio musicale di Maurice André.

5. Cosa significa per lei fare la Prima Tromba?

Fare la Prima Tromba significa innanzitutto saper gestire la propria sezione, poi far bene e con gusto musicale gli “a solo” d’orchestra.

Con la mia sezione, spesso, dopo la prova, ci fermiamo a suonare insieme cercando di usare lo stesso linguaggio musicale per ottenere il miglior risultato possibile.

6. Ci descrive una sua giornata tipica di studio?

La mattina studio tecnica nei diversi libri ( Arban, Stamp, Clarke, Colin, Bai Lin ), poi suono alcuni studi melodici tratti dai “Vocalizzi” di Marco Bordogni, mi diverto ad eseguire qualche studio di “Theo Charlier”, del “Solomon, degli “Studi Moderni” dell’Arban e spesso eseguo diversi “studi” del programma di “Compimento Inferiore” e “ Diploma di tromba” che mi ricordo a memoria. Nel pomeriggio studio “concerti” e “passi d’orchestra”.

7. Quando tempo passa a studiare tecnica? O preferisce dedicarsi più al discorso musicale?

Io studio tecnica cercando di far musica, noi studiamo la tromba per far musica e allora il discorso musicale è, secondo me, il denominatore comune di ogni cosa che si suona (dalle note tenute alle semibiscrome). Non faccio una distinzione di tempo perché molte volte dopo aver suonato due righe di armonici eseguo il “solo” del “Don Pasquale”, poi tre righe di “Clarke”, dopo “Parsifal” e cosi’ via.

8. Quanta importanza dà all’uso di apparecchi per la respirazione come ad esempio la piramide?

Secondo me, gli apparecchi per migliorare la respirazione sono utili ma non indispensabili, almeno per noi trombettisti. La “bag”, secondo me, è l’unico strumento per una buona respirazione perché permette di soffiare in maniera “libera” senza creare alcun tipo di pressione. Cosa importante è essere rilassati e respirare profondamente nella maniera più naturale possibile. Cosa buona, senza dubbi, è fare anche un po’ di sport.

9. Quale è il suo ideale di suono?

Il mio ideale è un suono morbido, abbastanza grande, non troppo chiaro e soprattutto uguale in tutti i registri.

10. Cosa fa per migliorarlo?

Mi rilasso sempre di più, perché “forza” = suono duro.

11. Studia col bocchino? E come?

Giusto cinque minuti prima di iniziare a suonare. Faccio qualsiasi cosa purché sia intonata, ad esempio uno studio del “Bordogni”.

12. Come affronta e prepara un programma da concorso?

Prima di tutto studio bene tutto il programma, così quando lo avrò ben assimilato lo eseguo due volte al giorno (mattina-pomeriggio) come se dovessi suonarlo in concorso, cercando anche di emozionarmi.

Poco prima di un concorso, cosa importantissima è di non stancarsi eccessivamente, così da arrivare al giorno del concorso riposati sia fisicamente che mentalmente, ma molto carichi di energia.

13. C’è un concerto o brano lirico-sinfonico che le piace in particolar modo eseguire?

Nel sinfonico adoro suonare le sinfonie di G. Mahler, nella musica lirica mi piace suonare le opere di Verdi e di Puccini.

14. E quale vi ha messo più in difficoltà?

Le difficoltà sono relative, anche perché c’è sempre il tempo per studiare e superarle.

15. Chi sono i suoi compositori preferiti?

A parte quelli già detti prima preferisco eseguire musiche di: P. Tschaikowsky, R. Strauss, I. Stravinsky, J. Brahms, L.v. Beethoven.

16. Quando partecipa ad un concorso quale è solitamente il suo stato d’animo? E come lo affronta?

In parte penso di aver risposto già prima, ma comunque sono tranquillo soprattutto se ho avuto il tempo di prepararmi bene. Saper fare bene il programma d’esame a casa è di fondamentale importanza, poi è importante farlo ascoltare a qualche musicista (non trombettista) e sentire il suo parere.

Quando suono in un concorso cerco di esprimere la mia personalità e perciò suono come piace a me, tutto ciò mi dà sicurezza e voglia di far ascoltare agli altri quello che ho da dire (con la tromba si intende).

17. E ad una prima importante?

In ogni spettacolo teatrale o concerto cerco di suonare nel migliore dei modi, solitamente sono tranquillo e felice di dare il mio contributo per la riuscita dello spettacolo. Essendo una persona molto determinata credo di dare una buona sicurezza anche alla mia fila.

18. Preferisce suonare la tromba in Sib o tromba in Do?

Studio quasi sempre con la tromba in Sib; nell’opera preferisco suonare la Sib perché ha un suono più morbido e un po’ più scuro, invece nel sinfonico uso quasi sempre la tromba in Do perché ha una migliore proiezione di suono.

19. Nei momenti di crisi che penso ognuno di noi ha incontrato, quali sono per lei i metodi di “pronto soccorso”?

Diciamo che nella carriera ci sono dei momenti meno felici; in quel caso mi fermo per qualche giorno, mi rilasso, faccio qualche corsetta in più, dopodiché ricomincio a studiare con grandissima voglia e tutto è risolto, anzi va ancora meglio.

20. Cosa pensa della situazione attuale della musica in Italia?

E’ un vero disastro! I Conservatori non funzionano, le Orchestre hanno grandi problemi economici. Spero che i futuri Ministri di Governo capiscano quanto è importante che la Musica riprenda un ruolo fondamentale nella cultura del nostro Paese.

21. Cosa consiglia ad un ragazzo che oggi decide di intraprendere lo studio della tromba?

Gli faccio tantissimi auguri, perché la tromba è uno strumento meraviglioso, molto particolare e di conseguenza ha bisogno di essere studiato seriamente e con molta attenzione, ragione per cui gli consiglio di scegliere un buon Maestro per non perdere tempo prezioso.

 

Gentile Maestro Cascone, grazie mille per aver concesso questa intervista a Trombettisti.net.

Le auguro buona fortuna per la sua bellissima carriera e arrivederci a presto!

 

Un ringraziamento a Francesco Capocotta per aver contribuito alla realizzazione di questa intervista.
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