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Bibliografia consigliata
Prefazione
La lettura dovrebbe essere parte integrante dello studio di uno strumentista. Molto spesso quest'aspetto viene sottovalutato e ci si perde nei meandri della tecnica, dimenticandosi di un aspetto molto importante, anzi essenziale, per la formazione culturale, musicale e psicologica di un musicista. Molto spesso dopo aver conseguito il diploma presso il conservatorio ed aver suonato esclusivamente per l'insegnante si scopre alla prima audizione o concorso che l'emozione prende il sopravvento su quello che pensavamo di saper fare ...ed ecco il disastro!!!!! Bocca secca, fiato corto, irrigidimento totale e cosi si scopre dopo molti anni di studio prettamente tecnico che l'emozione gioca un ruolo molto importante nello svolgimento di questo lavoro e che non si ha proprio idea come far fronte a questa nuova sensazione che ci paralizza mandando spesso all'aria tutto il tempo dedicato alla preparazione. E cosi, di punto in bianco, per la prima volta viene presa in considerazione una cosa che fino a quel momento solo la speranza che non ci accadesse ce lo ha fatto considerare un problema sottovalutabile... mentre adesso ci ritroviamo a pensare se possiamo continuare a fare questo mestiere visto che dovremo sempre suonare per qualcun altro! Nelle scuole dei paesi anglosassoni l'emozione chiamata "stage fright" paura da palcoscenico viene presa seriamente in considerazione, ci sono molte letture e pubblicazioni a riguardo. Il metodo Alexander, (disciplina di rilassamento del corpo) e non solo, viene insegnato in tutte le scuole ormai da tempo. Libri come "Inner Game of Tennis "( bestseller negli usa) da cui è stato tratto il libro "Inner Game of Music" testimoniano il fatto che da qualche altra parte nel mondo queste cose non vengono affatto sottovalutate, anzi scrupolosamente analizzate. La paura, può scaturire da una impreparazione musicale, e questo è facilmente risolvibile, basta studiare. Quando la preparazione c'è allora scaturisce da ragioni ben più profonde, cha vanno dalla timidezza all'educazione ricevuta, da esperienze negative avute in passato, alla scarsa considerazione o magari troppa che si ha di se stessi da non riuscire ad accettare eventuali delusioni facendo cosi scattare il meccanismo dell'ansia da prestazione ecc ecc. Ma uno dei motivi che contribuisce maggiormente è la paura del giudizio degli altri. La Paura é una reazione naturale ed istintiva dell'uomo verso le situazioni di pericolo. Nell'uomo primitivo era di vitale importanza per la difesa del corpo, in quanto l'irrigidimento dei muscoli (soprattutto quelli addominali) porta ad una difesa naturale degli organi vitali. Aumentando la pressione sanguigna mette in condizione il fisico per una reazione immediata quale la corsa nel caso di fuga da nemici o animali feroci. Uno strumentista a fiato, per fortuna non deve difendersi da nessun animale o nemico da cui scappare (a meno che non abbia suonato cosi male da meritarle veramente! Si scherza!) ed ecco che la reazione è senza dubbio eccessiva. E quello che il corpo fa è proprio tutto il contrario di quello che si dovrebbe fare, cioè essere rilassati, permettendo ai polmoni ed alla gabbia toracica di espandersi e sgonfiarsi liberamente senza ostruzioni per un suono libero e chiaro. Ed ecco allora che diventa importante capire perchè abbiamo questa reazione esagerata di fronte ad una situazione che dovrebbe solo farci divertire, e far divertire. Qui di seguito oltre a qualche pensiero su cui riflettere, consigliamo delle letture sull'argomento. Uno dei più importanti è Psicocibernetica di Maxwell Maltz, molto interessante in quanto l'autore, toccando con semplicità di linguaggio gli aspetti più importanti della personalità dell'individuo, porta il lettore ad una sorta di identificazione aiutandolo a prendere vera coscienza dei propri limiti proponendo in maniera convincente, attraverso esempi ed esercizi la possibilità di migliorare e di risolvere, non solo nella professione ma anche nella vita. L'altro "Autosuggestione Cosciente" ( di Angelo Cunico): una sorta di auto- ipnosi, secondo l'autore si riesce a scalfire il nostro inconscio soltanto in una situazione di rilassamento totale. Con esercizi molto interessanti ci porta in uno stato di dormiveglia in cui il nostro subconscio è pronto ad ascoltare la nostra voce che impartendo nuove informazioni aiuta a rimuovere le nostra ingannevole autopercezione, e di conseguenza a migliorare l'opinione e l' immagine che abbiamo di noi stessi. In italiano purtroppo solo quattro volumi, per chi conosce l'inglese invece alcuni volumi decisamente fondamentali! Buona lettura!
Gentilmente concesso e a cura di Claudio Gironacci. |